5 marzo: Chris Eckman

Live

Immagine 5 marzo: Chris Eckman

Dettagli evento

  • Quando: 05/03/2025 - Ore 21:00
  • Dove: GERMI Luogo di Contaminazione, Via Cicco Simonetta, 14/A, Milano, MI, Italia
  • Sottoscrizione: 20 euro + tessera ACSI obbligatoria
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    La partecipazione agli eventi è riservata ai soli tesserati ACSI
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5 marzo: Chris Eckman live da Germi

Riconosciuto come uno dei protagonisti principali della scena rock alternativa statunitense, Chris Eckman torna sulle scene con il suo sesto album solista, “The Land We Know the Best”, in uscita il 24 Gennaio 2025 su Glitterhouse Records. Otto nuovi brani emozionanti che costruiscono il perfetto sequel del bellissimo “Where the Spirit Rests” del 2021, premiato con il prestigioso German Record Critic Award.

Una carriera florida e impegnata: con i The Walkabouts, il suo progetto più noto, pubblica negli ultimi 25 anni 13 album in studio, 4 live album e 2 collezioni di inediti, vantando collaborazioni con artisti del tiro di Brian Eno, Peter Buck (R.E.M.), Warren Ellis (Nick Cave/Dirty Three), Townes Van Zandt, Willard Grant Conspiracy e Mark Lanegan tra gli altri. Tantissimi gli altri progetti in atto, tra cui i Dirtmusic, gruppo blue rock etnico fondato nel 2007, insieme a Hugo Race (ex- Bad Seeds) e Chris Brokaw.

 

Da OndaRock:

“Preparatevi per un’altra emozionante avventura nei meandri più oscuri e intensi della musica americana. Chris Eckman continua a raccontare l’America con uno sguardo da esule (il musicista vive in Slovenia dopo la fine del proprio matrimonio): dopo aver riletto la musica country con lo spirito punk e alternative degli anni 80 e 90, dopo aver reso la malinconia folk più graffiante di un assolo di Jimi Hendrix, Eckman si è cimentato con il ruolo di responsabile della prestigiosa etichetta Glitterbeat, un’esperienza che sembra aver ridato slancio alla sua carriera artistica.

“The Land We Knew The Best” è uno di quei dischi di cui è inutile cercare di spiegare la bellezza. Piano, archi, basso, chitarre acustiche, violino e pedal steel vibrano all’unisono con il supporto degli archi, magistralmente arrangiati dalla compositrice belga Catherine Graindorge, ed è subito magia. Bastano i primi accordi di “Genevieve” per essere catapultati in una dimensione musicale quasi letteraria. Sei minuti e trentanove secondi che scivolano come un racconto a fil di voce, una voce sempre adorabilmente melmosa e oscura, mentre il raffinato ed elegante corpo strumentale scivola come un outtake di “Animals” o “The Final Cut”, sottolineando subito le differenze con il precedente album.”


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