DANJLO
“Post Internet”
Post Internet appartiene a un immaginario futuro, con il sapore di un ricordo.
L’architettura di Post Internet, rivela un’equazione in cui i fattori sono quelli di una rock band di robot, industrial, cyberpunk.
Siamo in una palette colori fatta di terra, ruggine, spazi desolati, luci alogene, valvole, vecchi computer, palazzi abbandonati, rame.
Un mondo in cui la rete si è spenta e rimangono solo le cose organiche.
L’alieno associa gli anni luce di distanza fisica a quella mentale. Racconta il fastidio di avere un pensiero, la fatica di voler capire la verità in mezzo al deserto.
Una piccola chitarra disegna il primo paesaggio sonoro del disco, sembra trovata per terra, in una scatola, una vecchia radio, è un ricordo.
Gli ingredienti di post Internet escono fuori, a metà pezzo, i colori si rivelano, sono violenti aggressivi, post Internet è un disco stoner, pieno di chitarre, epico. È un palazzo che crolla, un disastro assordante e meraviglioso.
Nella Testa dello Scemo rivela il disegno autoriale di questo disco. Si parlerà quasi sempre dei personaggi dal loro punto di vista.
Il primo, è il protagonista perfetto di questo mondo post anni zero, in cui la robotica ha fallito, e i cervelli umani hanno perso l’abitudine a pensare, a capire.
Il racconto si sposta su una leggerissima introspezione, sussurrata. La batteria, come un traffico di frasi inutili, prova a dare fastidio. Il Posto Impossibile è la nostra testa, e facciamo fatica ad uscirne quando siamo circondati da tranci disumani, sciacalli dell’attenzione.
Un giorno Internet sarà sostituito da qualcos’altro. Su questa idea è costruito Post Internet, il brano che da il titolo al disco. In effetti il disco prova spesso a interpretare gli esseri meno umani di un futuro non troppo remoto.
Come si comporteranno quando non saranno più costretti a sentire l’altro, a parlare, ad amare.
Vorranno solo cose.
