OTTO RADICI NEL DESERTO
Un incontro tra fumetto e musica per raccontare un viaggio e riscoprire l’umanità in Medio Oriente
Otto e Walter, rispettivamente scrittore e fotografo, protagonisti di questo viaggio in Iraq, non sono solo testimoni di paesaggi e volti.
Sono cercatori di verità.
Nel loro cammino incontrano persone, ascoltano voci, raccolgono storie, e così facendo restituiscono al lettore un mosaico che è tanto vario quanto coerente: il mosaico dell’umanità. Il loro viaggio, in compagnia della meravigliosa Leila, è, in fondo, il viaggio di ciascuno di noi: un cammino che parte dal desiderio di conoscere e arriva alla consapevolezza che l’altro ci somiglia più di quanto avremmo immaginato.
Ed è proprio lì, in quella somiglianza, che germogliano i piccoli semi di speranza che questo fumetto vuole consegnare a tutti i suoi lettori.
Autore: Emanuele Leone, Co-autrice: Rajae Bezzaz
Autore delle musiche: il Maestro Luciano D’Addetta
BIO
Emanuele Leone ha il disegno nel sangue, letteralmente.
Nipote del pittore Naife Enrico Benassi, milanese classe 1976, ha trasformato quell’eredità in una carriera che lo ha portato dalle pagine di Dylan Dog agli storyboard cinematografici, dalle collaborazioni con Bonelli e BBC alla fondazione di Emacomics, l’associazione con cui dal 2015 apre le porte del fumetto professionale a chi ha talento ma non mezzi. Con “Otto” ha voluto fare qualcosa di diverso: raccontare una storia vera, in un luogo vero, con la delicatezza che solo il disegno sa avere.
Rajae Bezzaz è la coautrice di questo viaggio. Nata a Tripoli da genitori marocchini, arrivata in Italia a nove anni, è oggi giornalista, scrittrice e volto televisivo, dal 2015 è inviata di Striscia la
Notizia dove si batte per dare voce agli invisibili. Con il suo libro “L’araba felice” ha già raccontato cosa significa vivere ai confini di due mondi e culture. In “Otto” porta la sua esperienza unica: quella di chi conosce il Medio Oriente dall’interno, con lo sguardo di chi è ponte tra due rive del Mediterraneo.
Luciano D’Addetta è il suono di questo viaggio. Compositore bergamasco pluripremiato, due Leoni di Vetro alla Mostra del Cinema di Venezia nel suo palmarès, ha creato una colonna sonora che non accompagna semplicemente le immagini: le completa. Il suo brano “Il cavallo di Alì” è nato in riva al mare, in un attimo di riflessione sulla libertà. Quello stesso senso di libertà che Otto e Walter cercano, e trovano, nel deserto iracheno.
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