TALÈA
Album “Aura”
Talèa, classe 1998, nasce Cecilia Quaranta alle porte di Milano, ma è jesina di fatto. La sua voce è un dono della natura al servizio di una musicalità emozionale che supera fluidamente le distinzioni tra generi musicali. Si avvicina molto giovane alla chitarra e inizia a suonare classici folk e rock d’autore nei locali della sua zona. La superficie non è abbastanza: le sue ispirazioni vengono da Bob Dylan e Joni Mitchell, ma anche da Pearl Jam e Alice in Chains. Più di recente, scopre la sincerità e la sintesi di Riccardo Sinigallia.
Neppure questo è abbastanza: si reca in Irlanda e in Scozia per perfezionare la lingua inglese e per confrontarsi con la strada, dove è solita suonare. I paesaggi albionici le ispirano diversi brani, ai quali lavora durante la pandemia dopo il ritorno a Jesi. Contestualmente,
frequenta il CET di Mogol grazie a una borsa di studio. Cinque canzoni confluiscono nell’EP Tales (Vrec, 2021, prod. artistica Marco Olivotto).
Lo stile acustico con venature jazz dimostra la versatilità e il valore della suo canto e del suo songwriting. Con una sorpresa: l’album precipita alla fine nella devastazione sonora di Dancing Mind, il brano di chiusura al quale partecipa Luca Martelli (Rossofuoco, Litfiba).
È la promessa di una svolta, e la svolta arriva: Talèa partecipa alle selezioni di XFactor e le supera. In occa- sione della prima apparizione televisiva nel programma, il 15 settembre 2022 pubblica una versione elettronica di Amandoti (Vrec), prima canzone assegnatale nel talent show in onda su Sky Uno / TV8. Il brano è prodotto da Flavio Ferri degli indimenticati Delta V, e il sound vira verso un’elettronica raffinata che produce una rilettura inedita del brano dei CCCP. Nel mese di marzo 2023 ha prodotto insieme a Flavio Ferri il suo primo album “Aura”. Il disco è cantato in italiano e uscirà in primavera per Vrec.
Di sé racconta: «La talèa sembra un semplice rametto ma è capace di mettere radici e rigenerarsi. dando vita a una nuova pianta. Ho scelto questo nome perché voglio creare un ponte tra ciò che è stato e ciò che può esistere oggi. I grandi artisti di ieri sono per me spunto per una musica nuova, in grado di rappresentarmi nel presente. Sono nata nell’era di Spotify, in cui la musica ormai si pensa per brani staccati, più che per album. Da un lato mi dispiace, dall’altro questo ci dà l’opportunità di non fermarci a un ordine prestabilito delle cose. La musica deve essere fluida.»
