10 marzo eloisa manera

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ELOISA MANERA

con Giovanni di Giandomenico

DUENDE

 

“Duende” è corpo, rito, liturgia di suono-memoria. È il demone che dimora nella casa dell’interiorità, è calarsi negli strati più bui e remoti, e cavarne luce attraverso il proprio corpo musicale in azione, abitati dal canto profondo del flamenco. “Duende” è il secondo lavoro discografico in solo di Eloisa Manera, di nuovo in rapporto col team di produzione siciliano Almendra Music.

Mentre “Rondine”, il progetto di debutto solistico di Eloisa, nasce in studio e viene in seguito elaborato in forma di concerto, per ”Duende” il processo è inverso: nato come live di rottura rispetto alla iperstrutturazione del precedente progetto, germina nel 2019 in forma di concerto radicalmente improvvisato, emergenza espressiva alla ricerca dei principi ispiratori e creativi dell’artista nella loro essenza più imperfetta e sincera. Una volta individuate le sorgenti artesiane di sé improvvisando dal vivo, Eloisa ha quindi realizzato il progetto in una forma discografica, negli studi Almendra a Palermo, in una sessione immersiva ininterrotta di tre giorni, quasi un rito misterico.

Il violino, la voce, il violino elettrico dell’artista hanno così dato corpo a numerosi brani, ognuno un ‘Duende’ che conserva, fra le tante altre emersioni, anche tracce della guerra civile spagnola vissuta dai nonni di Eloisa, e di cui lei indossa la sintesi delle loro storie tramite il suo nome, i suoi geni e la sua memoria.

Il processo di postproduzione delle registrazioni, come da prassi condivisa in Almendra, ha avviato un gioco di risonanze tra gli artisti del collettivo siciliano, che in questa occasione ha condotto Giovanni Di Giandomenico – compositore, sound artist e pianista palermitano di stanza a Parigi – a realizzare una rilettura elettronica trasfigurata di ogni composizione dell’album. L’intero percorso dell’album, offerto nell’ordine di realizzazione dei brani in studio, viene quindi ritracciato a ritroso, di ogni pezzo estraendo l’olio essenziale dopo averne individuato l’endoscheletro sonoro; ovvero ad ogni ‘Duende’ dell’album corrisponde un relativo ‘Espiritu’.